04 Luglio 2020
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Storia delle origini del calcio in Sicilia, Lipton Challenge Cup. La Sicilia e il calcio, un amore a prima vista

26-11-2012 12:01 - News Generiche
Lipton Challenge Cup Ricerche di GS Martino Di Simo (2012)
La Sicilia e il calcio, un amore a prima vista di Gaetano Sconso 23.11.12


Su di un giornale on line, ho letto un articolo sportivo in cui c´era una piccolissima frase che faceva riferimento a partite di calcio disputate tra squadre siciliane e campane, in palio una grossa coppa pagata da Sir Lipton. Incuriosito dal nome, che mi ricordava una famosa marca di the, sono andato alla ricerca di questa notizia nel vasto mondo di internet. Dopo vari rimandi sono riuscito a trovare non solo la notizia che mi interessava. Ho chiesto all´amico e socio UNVS se conosceva la storia di questo campionato e mi ha inviato interessanti notizie non solamente come è nato il calcio in Sicilia ma anche altre importanti aneddoti forse ai più sconosciti. Perciò va un grazie di cuore a Gaetano per averci dato questo spaccato di storia sportiva sicula.
Una piccola storia per ricordare il personaggio. Sir Thomas Lipton Johnstone, naque a Glasgow il 10 maggio 1850 e morì a Londra il 2 ottobre 1931. Nel 1865, Lipton andò negli Stati Uniti dove svolse vari lavori. Dopo cinque anni, tornando in Gran Bretagna aprì il suo primo negozio a Glasgow e successivamente una catena di negozi di generi alimentari in tutto il Regno Unito. Fu tanto il successo che ebbe l´opportunità di comprare diverse piantagioni. Fu nominato primo Baronetto, per aver creato il famoso tè " Lipton ". Il suo nome non è legato solamente alle piccole foglie ma anche per essere stato uno sportivo a tutto tondo. Legò il suo nome, quale sfidante più persistente nella Coppa America con i suoi yacht battezzati Shamrock , Shamrock V. Ben prima della prima Coppa del Mondo di calcio (1930), Sir Thomas Lipton finanziò il "Sir Thomas Lipton Trophy", organizzando due tornei di calcio internazionali a Torino nel 1909 e nel 1911.
Il "Sir Thomas Lipton Trophy" è stata una competizione di calcio che si è tenuta a Torino nel 1909 e nel 1911, alla quale parteciparono squadre di molte nazioni, tra cui l´Italia, la Germania e la Svizzera. La prima edizione fu vinta dalla squadra amatoriale inglese del West Auckland, che si impose in finale sul Fussballclub Winterthur. Il West Auckland mantenne il primato anche nell´edizione del 1911, battendo in finale la Juventus.
È stato uno dei primi trofei internazionali di calcio, ma fu preceduto nel 1908 dal "Torneo Internazionale Stampa Sportiva", che si tenne anch´esso a Torino, e dai tornei di calcio dei giochi olimpici del 1900.
Lo "Challenge Cup Lipton" noto anche come "Coppa Lipton" era un gara di calcio fra le società di Italia meridionale e la Sicilia. Si è svolto durante il periodo che precedette la prima guerra mondiale, quando il calcio nel nostro paese era ancora nella sua infanzia. Lo "Challenge Cup Lipton" fu organizzato da Sir Thomas Lipton del famoso marchio Tea Lipton. In finale generalmente andavano le squadre del Palermo FBC e FBC Napoli e successivamente, US Internazionale Napoli e Messina FC (noto anche come SG Garibaldi Messina).



Palermo Lipton Cup parte dei vincitori del 1910.

Vincitori

Year Anno Vincitore Secondo arrivato Punteggio
1909 Naples FBC
Palermo FBC
4-2
1910 Palermo FBC
Naples FBC
4-1
1911 Naples FBC
Palermo FBC
2-1
1912 Palermo FBC
Naples FBC
6-0
1913 Palermo FBC
US Internazionale Napoli
5-0
1914 Naples FBC
Palermo FBC
2-1
1915






A partire da sinistra in piedi: D e Garston, Olsen, Pirandello, Gaffiero, V. Pojero, Marino, Giaconia, R. Pojero, Majo Pagano, Blake, Macaluso,.


I PRIMI 60 ANNI: DALLA NASCITA ALLA COPPA LIPTON


Porto di Palermo. Era la fine del XVIII° secolo, i marinai del mercantile inglese di Sua Maestà, per spezzare il faticoso lavoro portuale, passavano il loro tempo libero tirando quattro calci ad una sfera di cuoio negli spazi fangosi dello stesso porto. Non è un semplice passatempo; in realtà, sono delle vere e proprie sfide che gl´inglesi propongono agli increduli palermitani i quali, stando al gioco, cominciano ad innamorarsi di questa nuova pratica sportiva che, naturalmente, all´inizio li vede sempre duramente sconfitti. Questo strano sport incuriosì cosi tanto i palermitani che, grazie al console Giuseppe Withaker e Ignazio Majo Pagano il primo novembre del 1900 venne fondato l´Anglo and Panormitan Football Club. Il Palermo viene costituito per la volontà di personaggi prestigiosi come il già menzionato console Withaker (Presidente), Blake (allenatore), Norman, Pen, Olsen, Woodrow (arbitro sociale), e i palermitani Anzon, Cafiero, Majo, Macaluso, i Pojero, Crescimanno e il conte Airoldi. Da questi nomi si evince che, agli albori, il calcio era uno sport d´élite, sia per i praticanti che per i sostenitori. Le prime maglie sociali erano rossoblù, divennero rosanero qualche anno dopo (si dice nel 1907); ci sono due versioni sul cambio dei colori: la prima vuole che i colori divennero rosa e nero per un lavaggio sbagliato che fece scolorire le divise, una seconda versione, invece, sostiene suffragata a un documento del 1907 , che i colori rossoblu furono cambiati perché utilizzati da molte squadre e perché il rosa e il nero erano i colori dell´amaro e del dolce. Certo, inizialmente, le partite che la squadra può disputare sono pochine, per mancanza di altre compagini. Solitamente bisognava aspettare l´arrivo, al porto di Palermo, della nave di Lord Thomas Lipton famoso commerciante del tè omonimo. In una di queste sfide, la squadra palermitana si tolse la soddisfazione di batter per 6-0 gli inglesi, nel campo "Notarbartolo". Ormai anziano e stanco di viaggiare, ma sempre appassionato di calcio, Lord Lipton instituisce un torneo, il "LiptonTrophy", da disputare ogni anno tra le squadre campane e quelle siciliane, si aggiudicherà la coppa, la formazione che vincerà per tre volte consecutive il torneo. La prima edizione è del 1909, l´ultima del 1914, anno della terza vittoria della squadra rosanero (contro le 2 del Naples), che così fece sua la coppa d´argento.





La squadra che partecipò ai Trofei "Lipton" e "Mille" Nel 1910.


Il Trofeo Lipton:

1909 Palermo Napoles 2-4
1910 Naples Palermo 1-4
1911 Palermo Napoles 1-2
1912 Naples Palermo 0-6


Nel 1913 la finale viene giocata dal Palermo e dall´Internazionale, che si aggiudica il girone campano superando il Napoli. Con partite di andata (a Napoli vincono i locali 1-0) e ritorno (a Palermo, 3-1 per i rosanero) si conclude in parità, dunque c´è bisogno della "bella" per decidere il vincitore del torneo.
Il Palermo vince 5-0, ottenendo così, la seconda vittoria consecutiva. Ancora una vittoria, e il trofeo sarà suo definitivamente!
Nel 1914 i rosanero, in casa, superano per 2-1 il solito Naples, vincendo la "Lipton Challenge Cup", un traguardo tanto atteso e subito scomparso.
Infatti del trofeo d´argento nessuno ne seppe più nulla. Infatti del trofeo d´argento. I giocatori che s´impegnarono per la conquista della coppa, furono:
Portieri: Cimini, Sergio e Ribolla; Difensori: Leone, Colombo, Falcone, Pottino, E.Cimino, E.Barbera, Frigerio, Schiavo; Centrocampisti: Calligaris, Tabbona, Brancaleone, C.Colombo, Romani, Di Napoli, F.Cimino, Olsen; Attaccanti: Busuttil, G.Barbera, Candrilli, Marchello, Bonanno, Schimmicci, Montana, Wood, Campanella, Turner, Siracusa, Morra, Amoruso, Lucchini, Grippi, Di Cesare.
Allenatore: Blake.
I due "Barbera" sopraccitati sono gli zii dell´indimenticabile presidentissimo Renzo.

Il Trofeo dei Mille

Per festeggiare il cinquantesimo anniversario delle Imprese garibaldine, nel 1910 si gioca il "Trofeo dei Mille" che il Palermo si aggiudica battendo la Lazio per 2-1 con i gol di Legno e Schimmici.

La Coppa Lipton (in inglese Lipton Challenge Cup) era un torneo di calcio a cui partecipavano squadre della Campania e della Sicilia.
Il regolamento prevedeva che la prima squadra che fosse riuscita a vincere cinque edizioni della manifestazione, si sarebbe aggiudicata definitivamente il trofeo. Riuscì a conquistare il titolo il Palermo F.B.C. nel 1915.

Storia

Il torneo, che sostituì la Whitaker Challenge Cup, fu organizzato dal magnate inglese del tè Sir Thomas Lipton. Il 30 aprile del 1907 sbarcò a Palermo lo yacht di Lipton, e già il giorno dopo si disputò una partita amichevole fra l´equipaggio dell´imbarcazione e la squadra del Palermo F.B.C., vinta dai rosanero. Sir Lipton decise allora di regalare ai proprio avversari un´imponente coppa d´argento, alta 80 cm e pesante ben 5 kg.
Non potendo recarsi in Italia ogni anno per contendere il trofeo, Lipton decise che la coppa sarebbe stata disputata annualmente fra una squadra siciliana e una campana, regioni dove egli riteneva d´aver incrociato le compagini migliori. La squadra che per prima avesse vinto cinque edizioni diverse avrebbe avuto il diritto di detenere definitivamente la coppa.
Il torneo si strutturava in una fase regionale, e successivamente in una finale in partita unica fra le vincenti delle eliminatorie siciliane e campane. Se sul versante siciliano si affermò sempre il Palermo F.B.C., dalla sponda campana si qualificarono i due maggiori club della città di Napoli: il Naples F.B.C. e l´U.S. Internazionale Napoli. Oltre a questi club, parteciparono al torneo anche diverse altre squadre dell´epoca, come ad esempio il Messina F.C. (divenuto poi Garibaldi Messina).
La coppa fu vinta dal Palermo, ma sul destino finale del trofeo non si hanno certezze: ufficialmente venne fuso durante la raccolta di metalli preziosi voluta dal regime fascista negli anni ´30, ma probabilmente alle autorità venne consegnata una semplice riproduzione. L´originale venne invece venduto a un qualche antiquario.

Albo d´oro

Sui risultati esatti degli incontri non si hanno certezze, in alcuni casi infatti si hanno fonti discordanti.

Anno Vincitore Finalista Risultato
1909 Naples FBC
Palermo F.B.C. 4-2
1910 Palermo F.B.C. Naples FBC
4-1
1911 Naples FBC
Palermo F.B.C. 2-1
1912 Palermo F.B.C. Naples FBC
6-0
1913 Palermo F.B.C. US Internazionale Napoli 5-0
1914 Palermo F.B.C. Naples FBC
2-1
1915 Palermo F.B.C. US Internazionale Napoli 2-1


La Sicilia e il calcio, un amore a prima vista
di Gaetano Sconso



La Sicilia e il calcio, un amore a prima vista ma di rigoroso stile inglese, una sorta di grande passione naturale nata sulle banchine dei porti mercantili principali dell´isola sul finire del diciannovesimo secolo, subito dopo l´approdo delle navi del Regno Unito che scaricavano legname ed altri prodotti, per fare il pieno di grano, vino, olio ed altri prodotti alimentari isolani. Gli equipaggi, non appena sulla terraferma, puntualmente tracciavano un rettangolo, piazzavano i quattro pali delle porte (traversa rigorosamente di corda), si dividevano in due schiere e... via con partitelle di questo sport che affascinò subito centurie di curiosi a Palermo come a Messina e Catania. Il virus dilagò presto fra i giovani locali, si allestirono squadre e minitornei. Era uno dei tanti elementi di spicco che caratterizzarono la ventata post-borbonica, ispirata a sentimenti di rinascita e libertà.
Fu così che la Sicilia poté ascriversi particolari primati specifici onore e vanto dell´acume e della imprenditorialità dei suoi abitanti, allora comunque troppo lontani dal ´Nord´ industriale, da quel ´Continente´ che ovviamente emergeva, strappando idee e benessere ad austriaci, francesi, tedeschi e così via. Dunque la gloria, forse casuale, di avere dato natali palermitani, nel 1907, alla prima vera ´voce´ calcistica dell´Eiar-Rai, il mitico Nicolò Carosio. Dunque la prima partita trasmessa in diretta telefonica dalla Villa Sperlinga di Palermo a casa Bruschini (abbonato numero 358) di Napoli, nel 1909. Dunque il prestigio di avere dato i natali a Francesco Paolo ´Franz´ Calì, da Riposto in provincia di Catania, nel 1910 primo capitano della Nazionale e successivamente più volte componente della commissione tecnica azzurra. Dunque l´imprimatur del primo filmato-moviola di una partita, realizzato con una antesignana cinepresa ed ideato - con notevoli consensi di pubblico - dai proprietari del cineteatro palermitano Lucarelli, nel 1913. Per non dire che la Sicilia, per l´esattezza Francofonte in provincia di Siracusa, avrebbe presto partorito anche quello studente del Politecnico, Giovanni Glorioso, poi testimone chiave ed accusatore determinante nel giallo Juventus-Torino che avrebbe portato alla revoca dello scudetto granata del 1927 (quando della somma pattuita di 50.000 lire fra un dirigente torinista ed il bianconero Allemandi, ´stranamente´ - giallo nel giallo di quella antesignana Calciopoli - se ne persero per strada 25.000!).
A mettere in moto quel fenomeno chiamato calcio siciliano, dunque gli equipaggi delle navi del Regno Unito. Primo team in lizza l´Anglo Panormitan Cricket and Football Club, allestito nell´ultimo decennio del 1800 ma ufficializzato con atto notorio il 1° novembre 1900. Primo vero evento di spicco nel 1907 il match fra il Palermo Sporting Club e la rappresentativa dell´equipaggio del ´Victoria and Albert´, vinto dai padroni di casa alla presenza illustre, diremmo eccelsa, del re Eduardo VIII, in visita di cortesia; prime competizioni ufficiali, assimilate nell´albo d´oro della Figc quali campionati siciliani o meridionali di esordio, la Coppa Whitaker challenge, istituita nel 1905 dal console inglese Joe Whitaker ed andata avanti fino al 1913, quindi il Lipton Challenge Trophy, fra il 1909 ed appunto il ´13, anno dello stop a molte attività ludiche per l´ormai imminente scoppio della prima Guerra mondiale.
La Coppa Whitaker, in pratica, un´astuta intuizione del console inglese Joe Whitaker e della moglie Euphrosyne, donna bellissima, particolarmente amante del gioco del calcio. A sorpresa, la prima edizione nel 1905 vide svettare la Messinese, vincitrice a Palermo per 3-2: Bianca Zanna Majo Pagano, moglie del presidente del Palermo, consegnò il trofeo a un particolare capitano dei peloritani, il reverendo anglicano Hullett; l´imprevista conclusione del match unico - i padroni di casa avevano cantato vittoria anzitempo - comunque annegò nel particolarmente etereo clima della cena ufficiale, in pompa magna, nei saloni principeschi del ristorante dell´hotel Savoy, in via Cavour.
Il Lipton Trophy, presto definito ´Gran campionato meridionale di football´, prese le mosse casualmente nel 1907. Mister George Blake, gestore del Sailo´r Rest luogo di incontro, ristoro e svago per i marinai inglesi con il patrocinio del console del Regno Unito, ma principalmente primo jolly (nei casi di emergenza giocava anche da portiere, lui che sapeva occupare tutti i ruoli), accortosi che in porto s´era attraccato l´Erin di mister Thomas Lipton disponendo di una buona squadra di calcio, si fece ricevere dal magnate del the, lanciando un bonario guanto di sfida. Lipton non esitò ad aderire, abituato com´era a corpose vittorie in tutti i porti. Fu invece una roboante goleada del Palermo, 6-0. Blake signorilmente propose la rivincita nel giorno successivo. Venne un nuovo successo, più contenuto (3-1) dei padroni di casa, per cui il conto sembrava chiuso. Ma a sorpresa il magnate del the tirò fuori dalla propria cabina un elegante trofeo, disegnato e realizzato a Trieste dall´artista Marcello Dodovich, dandolo in consegna al Palermo: "Lo rimetteremo in palio - disse - ogni qualvolta torneremo qui, rinnovando la sfida anche per cementare i nostri rapporti di stima e simpatia".
In quel 1907 il cavaliere Vincenzo Florio varò il Giro ciclistico di Sicilia per professionisti, prima corsa a tappe d´Italia, creata ad immagine e somiglianza del Tour de France, che già il mecenate palermitano d´adozione aveva voluto studiare dal vivo. Non a caso, quando il Corriere della Sera (seppur bruciato poi in volata dalla Gazzetta dello Sport) volle ideare il Giro d´Italia, si rivolse a don Vincenzo Florio per una necessaria consulenza. Poco importa se gli eredi di due concorrenti palermitani, Ernesto Barraja (sesto) ed Arturo Fabrizzi (ottavo) tuttora conservino il sospetto che le 20 lire spettate a quei due concorrenti del Giro dell´isola non corrispondessero al montepremi pattuito prima del via.
Era l´epoca in cui a Catania si dedicava un monumento a Giuseppe Calcagno, detta ´Pippa ´a cannunera´, la postina che nel 1860 non aveva esitato a balzare su un cannone, sparando ad alzo zero contro le forze borboniche, durante l´insurrezione della città etnea. In cui s´era scoperto che l´appena istituito collegamento navale fra Palermo e Napoli, era vettura di peste e topi; il rimedio più efficace contro i ratti fu così escogitato: il piroscafo in arrivo veniva fermato in rada, per farlo ispezionare da parte di decine di gatti affamati! Messina e Villa San Giovanni venivano unite dal ferry boat e dal telegrafo senza fili. A Lentini, tale Salvatore Nigido finiva in manicomio perché... aveva presentato ai vigili urbani un a istanza perché intervenissero presso il re Vittorio Emanuele III affinchè questi convincesse la bella amata a cedere alle proprie profferte... Messina era distrutta dal terremoto. A Palermo rimaneva ucciso misteriosamente il detective americano Joe Petrosino. La Sicilia contava sette province (assenti Enna, allora Castrogiovanni, e Ragusa, in quel tempo annessa a Siracusa). I giovani cantavano ´Ciriciribin che bel nasin, che bel dentin, che bel bocchin...´, la napoletana Olimpia D´Avigny inneggiava a sé stessa sui ritmi di ´Chi me piglia per frangesa...´:
Iniziò così la favola del calcio siciliano e - come detto - quello della ´maglia rosa´ (su due ruote), ma anche quella della divisa rosanero del Palermo: quella originaria era rossoblu a spicchi come gli inglesi del Porthsmout. C´è chi dice che quei colori scolorissero in lavanderia; la versione ufficiale è che ci si ispirò più prosaicamente al vino rosella ed a quello nero (d´Avola)!

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